Un'immagine tratta dal film "Weekend con il morto"

Un’immagine tratta dal film “Weekend con il morto”

Viaggiare in aereo per molti non è proprio una passeggiata. Turbolenze, vuoti d’aria e le difficili condizioni atmosferiche rendono spesso il tragitto difficile da digerire. L’incredibile sparizione di un velivolo della Malaysian Airlines ha poi fatto il resto. Le teorie complottiste si sprecano e gli habituè dei cieli di mezzo mondo iniziano a porsi domande inquietanti: «Tornerò a casa sano e salvo?», «Arriverò a destinazione tutto intero?».

Ma c’è dell’altro: cari passeggeri della British Airways il vostro prossimo viaggio con la compagnia di bandiera del Regno Unito potrebbe riservarvi una sorpresa del tutto particolare. Infatti, quando prenotate un biglietto di prima classe ricordatevi che potreste capitare a fianco a un… cadavere. Ebbene sì. Potreste «fare due chiacchiere» con una salma, vestita di tutto punto però. Una sorta di riedizione di Weekend con il morto, una commedia statunitense del 1989 in cui un manager passato a miglior vita veniva portato a spasso da due suoi dipendenti come fosse vivo e vegeto. La rivelazione arriva a pochi giorni dalla messa in onda sulla BBC di un programma in tre puntate dal titolo A very British airline. Fino ad oggi i passeggeri morti durante il viaggio venivano sistemati in bagno, ma questa politica è stata ritenuta altamente irrispettosa nei confronti degli sfortunati che, è proprio il caso di dirlo, volano in cielo all’improvviso. Così, si è optato per il via libera ai cadaveri sui business seats per un volo da paura!

 

Il testo della lettera inviata al premier Matteo Renzi

Il testo della lettera inviata al premier Matteo Renzi

Egregio Presidente,
mi perdoni se La disturbo, ma voglio approfittare dell’indirizzo di posta elettronica che ha messo a disposizione per entrare in contatto con Lei. Verosimilmente il Suo staff non Le consegnerà mai questa lettera che finirà per perdersi tra le migliaia che sta ricevendo in queste ore. Perciò, contravvenendo alla mia proverbiale riservatezza, la renderò pubblica attraverso i social network e il mio semi-sconosciuto blog (pierfrancescoloreto.wordpress.com).

Come si evince il mio nome è Pierfrancesco Loreto e, sulla carta, sono un giornalista professionista di 31 anni. Sulla carta perché sono disoccupato ormai da tempo, nonostante titoli ed esperienze lavorative in note testate, tutte rigorosamente gratuite, trattandosi di testate del Belpaese.
A proposito, mi corregga se sbaglio: possiamo ancora usare l’aggettivo bello per un Paese che fa “lavorare gratis” i suoi figli, che li costringe a fuggire e che ha cancellato dal dizionario la parola “merito”? Temo proprio di no. Io lo chiamerei più che altro Cattivopaese.

Ho deciso di scriverLe queste righe per tirarLe le orecchie visto che, chiedendo la fiducia alle Camere, si è dimenticato della “parolina” di cui sopra: merito. Proprio Lei che, all’epoca delle primarie 2012, l’aveva inserita tra le tre colonne portanti della Sua campagna. E purtroppo è andato anche oltre, nominando ministro delle mie quasi coetanee. Così facendo, non pensa di aver dato uno schiaffo morale a tutti quei giovani professionisti che vivono a casa con mamma e papà o sono dovuti letteralmente scappare all’estero per cercare di far valere i propri diritti? Provi per un attimo a mettersi nei nostri panni: crede che sia bello vedere persone con un bagaglio di esperienza simile (se non inferiore…) ai nostri diventare addirittura ministro, mentre noi comuni mortali inviamo curricula a chiunque senza ottenere la benché minima risposta? Mi costringe a usare un termine che non mi piace affatto: “spread”. Sì perché questo altro non è che lo spread tra il Paese reale, fatto di gente che si danna l’anima per dare un senso alla propria vita dopo anni di sacrifici pressoché inutili, e il Paese di Marianna Madia, così giusto per fare un nome.

Non essendo registrato all’anagrafe con quelle generalità, mi sono trasferito all’estero, a Londra per essere precisi. E qui ho fatto una scoperta sensazionale: ero convinto di aver lasciato l’Italia e invece mi sbagliavo. Sui mezzi pubblici e in tutti i luoghi di aggregazione si parla italiano. Per cortesia, dica al Suo ministro dell’Istruzione di intervenire urgentemente sui libri di testo. C’è tempo fino al prossimo anno scolastico per modificare le didascalie e sostituire Roma con Londra alla voce “capitale d’Italia”. Mettendo da parte la geografia politica, quello che mi fa più male è vedere madri e padri italiani che spingono passeggini con splendidi bambini che sono nati lontani dalla terra d’origine dei loro genitori. Piccole creature che cresceranno da inglesi e vedranno la nostra nazione solo come un luogo dove fare quattro tuffi sotto il caldo sole d’agosto. A differenza di molti di noi che sognano di riprendersi luoghi e affetti che ci sono stati strappati solo perché non siamo andati a letto con “quello giusto”, non abbiamo voluto essere trattati da schiavi o perché non abbiamo adulato il potente di turno.

Caro Presidente, non voglio tediarLa ulteriormente. So che si sveglia molto presto al mattino per cercare di far fronte ai tanti impegni presi di fronte all’elettorato. Pardon, di fronte ai parlamentari nominati, visto che l’elettorato ormai non ha diritto né di voto né tanto meno di scelta. Se vuole ridurre davvero lo spread tra il Paese reale e quello di Marianna Madia, cerchi quanto prima di rimettere quella “parolina magica” in cima ai suoi pensieri. Altro che Italicum e affini, potrà essere #lavoltabuona solo se si mette il Paese in condizione di riprendere a correre sulle sue gambe. E le giunture di quelle gambe si chiamano merito.

Cordiali saluti

Pierfrancesco Loreto (pierloreto@gmail.com)

P.S. Sono ancora in tempo per mandarLe il mio curriculum per diventare sottosegretario? Se ha troppe richieste mi accontento anche di diventare deputato al prossimo giro.

Chris Price e sua moglie Ceri (Wales Service)

Chris Price e sua moglie Ceri (Wales Service)

Progetti, sogni e aspirazioni quando hai 26 anni sono il pane quotidiano. Ma poi arriva una bestia terribile che sconvolge tutti i piani e ti costringe a cambiare il tuo orizzonte di vita: il cancro. È l’aprile del 2013 quando al giovane gallese Chris Price viene diagnosticato un male incurabile al fegato e ai polmoni. In tanti crollerebbero, visto che Price ha già avuto la meglio su un carcinoma esofageo. Invece Chris non solo non molla, ma decide di diventare il protagonista di una storia che sta commuovendo il mondo intero. Prima chiede alla sua amata Ceri di sposarlo, e poi si cala nei panni del principe azzurro che tutte le donne sognano di incontrare sin da bambine.
Ad agosto, subito dopo il matrimonio, Price porta la sua sposa e i quattro figli avuti dalla donna durante una precedente relazione a Disneyland Parigi e, poche settimane dopo, si concede una fuga romantica con la sua metà a New York. Ma non si ferma qui: regala un paio di scarpe Louboutin e una borsa Mulberry alla sua amata per un totale di 1400 sterline. Infine prenota il viaggio per Las Vegas per festeggiare il compleanno di sua moglie, ma purtroppo la malattia gli toglie la possibilità di vivere quest’ultima fuga d’amore. Il suo funerale si tiene nella stessa chiesa in cui solo pochi mesi prima la giovane coppia aveva celebrato il giorno più bello.
«Il mio cuore è spezzato e ancora oggi spruzzo il suo dopobarba e indosso i suoi vestiti per sentirlo vicino», ha detto Ceri al WalesOnline ricordando come Chris sia sempre rimasto allegro e sorridente fino alla fine. «Era come se volesse vivere i suoi ultimi giorni solo per farmi felice il più possibile», ha aggiunto la donna che verosimilmente avrà tempo e modo di rifarsi una vita, ma mai potrà dimenticare lo sconfinato amore ricevuto dal suo sfortunato principe azzurro.

hayden rain vimeo

La reazione di Hayden (Nicole Byon/Vimeo)

In una società sempre più segnata da tensioni di ogni genere, non resta che godersi la genuinità e la vivacità dei bambini. Le loro scorribande ci regalano emozioni purissime come quelle vissute da Hayden, uno scricciolo di soli 15 mesi che vive in California. È il 18 dicembre 2013 quando su una zona solitamente assolata si abbatte un acquazzone. La piccola non ha mai sentito le gocce di pioggia sul proprio corpo e allora la mamma decide di aprire la porta di casa e di osservare la sua reazione.
Ne nasce un video postato sulla piattaforma Vimeo dal titolo “Hayden + Rain”. In una settimana, la clip raccoglie oltre 700mila visualizzazioni, andando ben oltre i confini degli Stati Uniti.
Ora non resta che godervi i 2 minuti e 37 secondi di immagini nel filmato che segue.

Il listino dei prezzi in base all'educazione dei clienti (Foto Fabrice Pepino/thelocal.fr)

Il listino dei prezzi in base all’educazione dei clienti (Foto Fabrice Pepino/thelocal.fr)

Alzi la mano chi non ha mai pensato che le nostre giornate scorrerebbero meglio se fossimo circondati da persone gentili e affabili. Quante volte abbiamo pronunciato frasi del tipo «dire buongiorno non costa nulla» o «puoi anche sorridere: è gratis!». In realtà, non solo le buone maniere non implicano alcun esborso di danaro, ma aiutano anche a risparmiare.

UN AFFARE PER I PIÙ EDUCATI –  Il Petite Syrah, un bistrot situato nel cuore di Nizza, ha infatti deciso di sfidare i clienti maleducati, alzando il prezzo del caffè a chi dimostra di non conoscere le regole base dell’educazione. Sette euro il costo della tazzina per gli avventori che chiedono un caffè, quattro e venticinque centesimi per quelli che al bancone dicono «per favore». E le sorprese non finiscono qui: aggiungendo anche «buongiorno», il cliente riceve la sua tazzina per un euro e quaranta.

«SONO TUTTI PIÙ GENTILI» – Intervistato dalla testata online thelocal.fr, il manager del locale Fabrice Pepino ha spiegato che la differenza di prezzo è ben visibile su una lavagna posta alle spalle del bancone. «È iniziato come un gioco: a pranzo la gente arrivava qui stressata e si rivolgeva a noi in maniera poco educata quando ordinava un caffè», ha precisato l’ideatore di questa singolare iniziativa. Da quando ha lanciato l’idea, il gestore del restaurant-cafè ha notato una certa differenza nell’atteggiamento dei clienti: «Molti sono abituali e hanno colto il lato divertente della trovata, accentuando la loro gentilezza».

Il testo della toccante lettera

Il testo della toccante lettera

Con l’avvicinarsi del fatidico 25 dicembre, ogni genitore chiede ai propri figli di racchiudere i desideri accumulati durante l’anno in una lettera da consegnare a Babbo Natale, ma stavolta una mamma di Dublino ha trovato qualcosa di più di una semplice richiesta di doni. Lo scorso sabato la donna stava facendo le pulizie nella stanza del suo ragazzino, un dodicenne che, in passato, ha dovuto subire pesanti abusi da parte del padre.  Ad un tratto, la signora ha visto spuntare un foglio manoscritto sotto il cuscino del letto dove il figlio dorme abitualmente. «Appena l’ho visto, sono scoppiata a piangere», ha detto la giovane signora che ha deciso di rendere pubblica la storia su un sito che parla di violenze domestiche.

IL SOGNO DEL VIAGGIO IN FLORIDA – «Tutto ciò che voglio per Natale è realizzare il mio sogno, vedere il delfino Winter al Clearwater Marine Acquarium in Florida», ha scritto il bambino a Babbo Natale. «Ho avuto una vita davvero dura: mio padre è tossicodipendente e alcolizzato e sono sicuro che tu lo sai, perché tu sai tutto», ha aggiunto il piccolo.

IN FUGA DA UN UOMO VIOLENTO – Nel 2010 la donna ha deciso di scappare dal marito e di non fargli vedere più i figli: «La vita del mio bambino è stata segnata dalle violenze. Ha visto tutte le botte prese dalla mamma e dai fratelli. Ed è stato picchiato anche lui quando si trovava nel posto sbagliato. Sono sempre in fuga da mio marito e lo sarò fino al giorno in cui morirò».
A Natale mancano due settimane, un lasso di tempo sufficiente per trovare qualcuno, magari anche senza la barba bianca e la divisa rossa, che possa esaudire il desiderio di questo sfortunato bambino. Certo, nulla potrà cancellare un passato drammatico, ma qualche minuto in compagnia del delfino Winter potrebbe regalargli una grande gioia. Magari la prima di una lunga serie.

 

Forse ce ne sarebbe bisogno dalle nostre parti, magari alle buvette di Camera e Senato per uscire dall’impasse che sta mettendo in ginocchio il Belpaese. Ve li immaginate deputati e senatori (pardon: cittadini o portavoce se ci rivolgiamo anche ai neofiti grillini) a intingere delle patatine fritte in una maionese alla cannabis? In Italia difficilmente, ma in Olanda potrebbe accadere in una catena di fast food. Nei punti vendita Manneken Pis, infatti, presto sarà possibile farlo: «Avrà solo il sapore della cannabis», ha precisato Albert Van Beek, titolare del marchio che prende il nome da un noto monumento di Bruxelles.

È UNA TROVATA PUBBLICITARIA? – Sul menu sarà chiaramente indicato che la salsa verrà prodotta senza il tetraidrocannabinolo (THC), uno dei maggiori principi attivi della marijuana. «L’idea mi è venuta sentendo l’odore della cannabis dal coffee shop di fronte a uno dei miei negozi», ha aggiunto Van Beek. Trovata pubblicitaria o mossa per seguire i nuovi trend del mercato? Basta fare un salto ad Amsterdam per saperlo. Ovviamente, occhio alla maionese: buttatevi sul ketchup se non siete pronti a reggere l’urto del “condimento allucinogeno”. Che ci volete fare, i tempi cambiano: qualche anno fa per “sballarsi” bisognava ingurgitare alcol a fiumi o rivolgersi al proprio pusher di fiducia. Ora basta fare un salto in una friggitoria.